di Ghiannis Ritsos / traduzione Nicola Crocetti
Progetto e regia: Alessandro Machìa
Scene: Katia Tolo
Costumi: Sara Bianchi
Luci: Giuseppe Filippone
Hairstyle and make-up: Giorgio Bertinelli
Assistente alla regia: Nicole Mastroianni
Foto e grafica: Manuela Giusto
A cura dell’Associazione Culturale Aletheia Teatro
Direzione artistica: Carla Guido
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
Nella versione di Agamennone nella versione di Ritsos, il re di Micene non è il potente despota a capo della spedizione contro Troia, ma uomo vecchio, giunto finalmente a casa dopo una lunga, estenuante guerra, che rielabora ricordi e responsabilità, confrontandosi con la memoria, la perdita e la fragilità umana. Agamennone non è più il potente re omerico, ma un uomo anziano e segnato dalla guerra che, tornato a Micene, è capace di un unico ultimo atto di valore: una confessione della propria versione della storia alla moglie Clitemestra.
Come se Cassandra lo avesse già informato della sua morte imminente, Agamennone ricompone infatti i passi di un cammino durato dieci anni, non per evitare il proprio destino ma per testimoniare le poche reali vittorie che è riuscito a compiere su se stesso, prima fra tutte la lucida visione della propria vanità.
Non tenta di sfuggire al destino, ma affronta i propri errori, giungendo a una lucida consapevolezza dell’insensatezza umana. Nel confronto con la moglie, il racconto si trasforma in una confessione intima, attraversata da rimorso e memoria. In lei si riflettono anche altre figure femminili decisive nella vita del re: Ifigenia, loro figlia sacrificata per ottenere venti favorevoli alla spedizione contro Troia, e Cassandra, figlia del re Priamo e condotta a Micene come prigioniera dopo la guerra. Queste presenze si sovrappongono, dando forma a un’unica figura simbolica fragile e profondamente umana che concentra memoria, colpa e destino.
Se in Eschilo non si vede mai cosa accade all’interno del palazzo, Ritsos ci porta invece all’interno del palazzo in cui Agamennone racconterà la sua storia: quella di un uomo sensibile, fragilissimo, trasformato per sempre dalla guerra in cui ha visto e ha fatto tutto.
Una figura quasi sacralizzata, nonostante tutto, dalla consapevolezza degli errori e dell’insensatezza umana, capace di accorgersi addirittura delle piccole fatiche di una formica e di riviverci tragicamente le proprie.
Agamennone di Ristos si inserisce nel percorso di Mitika – Teatro e Mito nella contemporaneità, che declina Armonie in Scena con tre appuntamenti di intensa forza evocativa, curati da Aletheia Teatro con la direzione artistica di Carla Guido.
Il cartellone propone “Dedalo e Icaro, oltre il volo”, “Agamennone” e “Circe, le origini”: tre produzioni che restituiscono alle figure del mito tutta la loro attualità, trasformandole in strumenti vivi di indagine sul presente. Icaro e Dedalo, Agamennone e Circe attraversano il tempo e tornano a interrogare la contemporaneità, incarnando tensioni profonde tra individuo e società, tra destino e scelta, tra fragilità e riscatto.
Lo spettacolo rientra nel programma di Armonie del Mediterraneo – Viaggi, Miti e Ritorni, ideato e promosso dall’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, in collaborazione con il Comune di Lecce, con il contributo del Ministero del Turismo – Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), annualità 2025 – parte corrente (CUP F89I25002020001).