MELENDUGNO (LE) – Nel solco della cooperazione culturale tra le sponde del Mediterraneo, l’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo sostiene il prestigioso appuntamento dedicato alla memoria di Paco de Lucía, leggendario chitarrista e compositore di flamenco. L'evento si terrà venerdì 28 febbraio 2025, alle ore 20:00, presso il Teatro Comunale "Nuovo Cinema Paradiso" di Melendugno, in occasione dell'11° anniversario della scomparsa dell'artista spagnolo.
L’iniziativa, che rappresenta l'unica tappa provinciale del progetto itinerante curato dalla Compagnia Mura di Flamenco Andaluso, vede l'Agenzia inserita in un prestigioso network istituzionale che comprende l’Ambasciata di Spagna in Italia, l’Istituto Cervantes di Napoli, la Regione Puglia (Polo Arti, Cultura e Turismo) e la Provincia di Lecce.
Il programma della serata, coordinato dalla direzione artistica del Prof. Massimo "Max" Mura, offrirà una sintesi tra approfondimento accademico e spettacolo. L'apertura sarà affidata ai saluti istituzionali del Sindaco di Melendugno e a un'introduzione di alto profilo antropologico curata dal Prof. Maurizio Nocera.
Il momento centrale vedrà protagonista il Maestro Max Mura, impegnato nell'esecuzione di brani di flamenco accompagnato al cajón da Diego Abbaticola. Ad elevare il respiro internazionale dell’evento sarà la partecipazione straordinaria della bailaora madrilena Susana Escribano Cachero, figura di riferimento della coreografia spagnola contemporanea. La memoria storica del genere sarà inoltre celebrata attraverso proiezioni video dedicate a Paco de Lucía e Manolo Sanlúcar, con la cura tecnica di Dario Migliaccio.
Attraverso il sostegno a questo "Omaggio", l'Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo ribadisce la propria mission nella salvaguardia e promozione delle espressioni artistiche riconosciute dall'UNESCO. L'evento, a ingresso gratuito, si configura come un'attività di pubblica utilità volta a diffondere la conoscenza delle radici comuni delle culture mediterranee, utilizzando la musica come linguaggio di coesione sociale e rigenerazione del territorio.