C'è uno strumento che attraversò gli oceani nelle stive delle navi, compagno silenzioso di chi partiva senza sapere se sarebbe tornato. La fisarmonica era, per chi emigrava, l'orchestra della terza classe: portatile, tenace, capace di contenere una patria intera in pochi chili di mantice e tasti.
Da quella memoria parte stasera la nona edizione di Fisarmoniche One Night, il festival che al Teatro Apollo di Lecce – start ore 20.30 – trasforma uno strumento spesso confinato al folclore in protagonista di un viaggio musicale tra sponde, lingue e culture diverse.
Il titolo di questa edizione – «Suoni dal Mediterraneo. Storie di Vite, Amori e Avventure» – è già un programma. Il Mediterraneo non come sfondo geografico, ma come spazio sonoro condiviso, fatto di contaminazioni e incontri tra tradizioni che si parlano da secoli.
La fisarmonica, strumento poliedrico per eccellenza – malinconica e passionale, tradizionale e moderna, solista e orchestra – diventa il filo che unisce repertori lontani, restituendoli in chiave contemporanea, con eleganza e senza nostalgia museale.
Il viaggio comincia nel Salento con Mino De Santis, voce e anima di una terra che conosce da sempre il confine tra il proprio e l'altrove. Da lì si sale verso Napoli, e poi ci si sposta in Francia e in Spagna con Valentina Madonna e i suoi Partenope a Parigi, progetto che mette in dialogo la canzone napoletana con l'aria bohémienne della capitale francese.
La tappa finale è l'Argentina, con il Trio Loderini, Pinca, Venturoso, che porta sul palco leccese i colori e i ritmi del tango, altra musica nata dagli immigrati, altra storia di radici sradicate e ricomposte altrove.
La direzione artistica è di Rosanna Quarta, che con Quarta Agency cura lo spettacolo. Il festival rientra nel più ampio progetto Armonie del Mediterraneo, promosso dall'Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, con la partecipazione del Comune di Lecce e il sostegno del Ministero del Turismo.
Ospite della serata anche Parisi Luminarie 1876, storica manifattura salentina che porta nel festival la propria tradizione artigianale legata alla luce e alla festa.
L'ingresso è libero fino a esaurimento posti. Un'occasione rara per ascoltare uno strumento che non smette di stupire, in uno dei teatri più belli del Salento.
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