Il Teatro Paisiello di Lecce ospita oggi “Circe: le origini”, spettacolo di Alessandra Fallucchi (sul palco) e Marcella Favilla (alla regia), ultimo appuntamento della rassegna “MITIKA – Teatro e Mito nella contemporaneità”, a cura dell’Associazione Culturale Aletheia Teatro con la direzione artistica di Carla Guido.
Lo spettacolo rientra nel programma di “Armonie del Mediterraneo – Viaggi, Miti e Ritorni”, il festival ideato e promosso dall’Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo in collaborazione con il Comune di Lecce.
L'ingresso è gratuito, fino a esaurimento posti.
Sul palco prende forma una rilettura intensa e contemporanea del mito di Circe, raccontata attraverso uno sguardo femminile che trasforma il viaggio della protagonista in un percorso di crescita, consapevolezza e riscatto. Il racconto si concentra sulla Circe precedente all’incontro con Odisseo: figlia di Elios, dio del Sole, e della ninfa Perseide, diversa dagli dèi per la sua sensibilità e vicinanza al dolore umano.
Esiliata sull’isola di Eea, Circe costruisce lentamente la propria identità, approfondendo la conoscenza delle erbe, della natura e dei propri poteri. Figura ambigua e modernissima, attraversa passioni, paure e conflitti interiori, fino alla scelta tra il mondo divino e quello mortale.
La messa in scena restituisce tutta la complessità del personaggio: donna, ninfa, maga, amante e simbolo di libertà e trasformazione, Circe diventa emblema di un femminile capace di attraversare il tempo e parlare al presente.
Lo spettacolo è prodotto e organizzato da Zerkalo.
Completano la produzione le scene e i costumi di Sara Bianchi, le luci di Giuseppe Filippone, i movimenti scenici di Fabrizio Federici e l’assistenza alla regia di Chiara Anzelmo e Lorenza Molina. Le musiche sono dei Massive Attack.
Con “Circe: le origini” si conclude il percorso di Armonie in Scena, sezione teatrale del festival che, attraverso la rassegna MITIKA, ha proposto tre spettacoli di forte intensità evocativa: “Dedalo e Icaro, oltre il volo”, “Agamennone” e “Circe: le origini”. Un itinerario teatrale che ha restituito al mito classico tutta la sua forza contemporanea, trasformando figure senza tempo in strumenti vivi di riflessione sull’identità, sul destino, sulla fragilità e sul desiderio di libertà.